Primo Fuoco 2007

Inserito da robert il 15 Gennaio, 2007 - 19:23

Premio per giovani autori di opere fumettistiche

In equilibrio sul filo

La precarietà come denominatore comune delle giovani vite: il lavoro, i lavori
 
La precarietà dei giovani europei nel mondo del lavoro diventa il soggetto dell'edizione 2007 di Primo Fuoco, il premio per giovani autori di opere fumettistiche che quest'anno ragionerà su un titolo preciso: "In equilibrio sul filo" ovvero, la precarietà come denominatore comune delle giovani vite. Promosso da Comune di Cavriago, Arci di Reggio Emilia, Anafi e CGIL provinciale di Reggio Emilia, l'obiettivo di Primo Fuoco è stimolare e promuovere l'impegno creativo dei giovani artisti che lavorano col fumetto. Il bando del Premio (scaricabile dal sito www.arcire.it e www.comune.cavriago.re.it) richiede che le tavole fumettistiche
contengano una rielaborazione del tema "totalmente libera e personale". Aperto ad artisti provenienti da tutta Italia e che non abbiano superato i 34 anni, Primo Fuoco, premierà con un buono spesa del valore di 300 euro il primo classificato. Saranno premiati anche la storia più originale e il miglior disegnatore, ma in questo caso con un buono spesa da 100 euro. Tutte le opere pervenute agli organizzatori saranno esposte nella sala mostre del Comune di Cavriago e i premi verranno assegnati il 10 giugno in concomitanza con la finalissima della XIII edizione del concorso musicale "Premio Centro
AugustoDaolio". Per partecipare c'è tempo fino al 30 marzo.
 
Essere un lavoratore a contratto, a tempo determinato, interinale, a chiamata, a scadenza insomma, solitamente comporta oltre ad un basso salario, la mancanza di prospettive, la difficoltà di acquistare una casa, di contrarre un prestito, l'impossibilità di progettare un futuro, quindi anche la difficoltà di rendere stabili le unioni di coppia, di mettere al mondo i figli, ma anche di cercare e trovare un senso a quello che si fa quotidianamente mentre si lavora: che vita è, se gran parte del tempo si passa facendo lavori senza continuità o prospettive certe o, in certi casi,
senza nessun senso e senza compartecipazione, e quando il tempo restante si trascorre con l'angoscia di non vedersi rinnovato il contratto o di non trovare un altro lavoro il mese prossimo? Il lavoro, come altri aspetti della nostra vita, è lontano, è delocalizzato, ci opprime, ma è soprattutto stato privato del suo significato e della sua etica, se vogliamo anche della sua retorica, della sua dignità. Come può un essere umano sviluppare un identità in una vita fatta di episodi e frammenti? E' possibile riuscire a camminare in equilibrio sul filo delle nostre vite precarie, tra il cielo delle possibilità e il precipizio degli orrori? Come reagire, magari col sorriso sulle labbra, trovando nuove soluzioni alla dissoluzione delle precedenti certezze? Occorre avere il coraggio di alzare la testa e guardare lontano, verso l'orizzonte.
 

ComuneInforma: tel. 0522/373474
urp@comune.cavriago.re.it

ARCI Nuova Associazione: tel. 0522/332336
arcire@arcire.it

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